1. Da decenni le chiese che vengono costruite in città, paesi, quartieri, non sono più a croce latina, men che meno a croce centrale, gioielli di architettura. Non lo sono quelle delle grandi "Archistar", figuriamoci quelle di architetti di periferia che imitano le "Archistar" (questo anche perché - sia chiaro - i committenti, cioè le Curie, probabilmente non ritengono necessario che le chiese abbiano un vago richiamo alla croce);
2. Sull'altare non è più presente la croce e se c'è è a lato, piccola, ben nascosta.
3. Anche dietro l'altare è difficile vedere il crocifisso e se c'è, la croce è senza crocifisso (protestante), o il crocifisso senza la croce...
4. Alla maggior parte dei bambini non viene insegnato il segno della Croce se non quando essi iniziano a frequentare il catechismo (sempre che lo inizino a frequentare e i genitori non ritengano troppo impegnativo per i fanciulli imparare il segno della croce e sempre che le catechiste siano in grado di insegnarlo e lo vogliano insegnare...);
5. Una volta imparato a farlo velocemente, a mo' di scimmia, con gomito inchiavardato al busto, avambraccio fermo e polso rigido (il "Padre" è sulla fronte, il "Figlio" sul collo - se va bene -, lo "Spirito" è all'altezza dell'orecchio sinistro, il "Santo" all'altezza dell'orecchio destro) , se va bene continueranno a farlo in modo scimmiesco;
6. Ai funerali ormai è usanza applaudire più che segnarsi davanti al passaggio del feretro;
...
Ebbene, dopo tutto questo, qualcuno osa rimanere sorpreso dalla sentenza della massonica Corte Europea?
Si tranquillizzi, ciò che sta succedendo è già successo, di che preoccuparsi?
«Oggi il Cristianesimo sembra essere vittima della medesima "intolleranza" che abbattè le vestigia del paganesimo. E come allora le statue pagane uscirono dai luoghi simbolo dell'Impero Romano perchè sopraffatte dalla luce raggiante del Cristianesimo, così oggi i crocifissi sono cacciati dai luoghi pubblici della nostra misera Italia in nome di un oscurantismo razionalista e posticciamente umanitario».
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Quello che non sa chi esulta alla sentenza, è che si tornerà ad avere le statue pagane nei luoghi simbolo, mentre la "luce raggiante del Cristianesimo", si ridurrà alle "catacombe", per poi uscire di nuovo, quando fuori non ci sarà altro da fare che ricostruire. (1)
Quello che non sa chi esulta alla sentenza, è che questo è già successo. Proprio di fronte al Crocifisso, quello di carne. Lo si è schernito, preso in giro, ignorato, disprezzato, ferito, oltraggiato, nascosto, sepolto.
Niente di nuovo per il Crocifisso.
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Note:
(1) «Benedetto non affrontò da arrabbiato la fine dell’impero, non protestò perché il mondo non era cristiano, né si lamentò perché tutto crollava, accusando l’immoralità dei suoi contemporanei. Piuttosto testimoniò alla gente del suo tempo una compiutezza del vivere, una soddisfazione e una pienezza che divenne attraente per tanti. E fu l’albore di un mondo nuovo, piccolo quanto si vuole - quasi un niente paragonato al tutto, un tutto che pur franava da ogni parte -, ma reale. Quel nuovo inizio fu talmente concreto che l’opera di Benedetto e di Francesco è durata nei secoli e ha trasformato l’Europa, umanizzandola», J. Carron, "Il Natale e la speranza", La Repubblica, 23 dicembre 2008.